lunedì 7 novembre 2011

Il segno degli Hannan (Jonathan Demme, 1979)


Harry Hannan, agente segreto, è in pericolo.
Un film spaccato a metà. La prima parte cresce bene nell'ambiguità e nella decadenza psicologica del protagonista, retta anche dalla regia di Jonathan Demme motivata e con piglio visionario e da un sempre bravo Roy Scheider. Ma quanto di buono e curioso sembra proporci il film in principio, si dissolve nel nulla man mano che la storia si districa, evidenziando una sceneggiatura scadente, banale, incapace di evolvere ed approfondire i personaggi e di creare un intrigo teso e personale e che soddisfi i tanti input Hitchcockiani appiccicati di qua e di là. Il personaggio ambiguo ma purtroppo, sin dall'inizio, prevedibile di Ellie irrompe nella seconda metà della storia rivendicando il valore morale della sua vendetta privata, rinvigorendo il sapore etnico che già andava sfacendosi nella storia. Il finale ridicolmente sfarzoso e ambientato alle cascate del Niagara getta ulteriori falle su un thriller non riuscito.

valutazione: 5

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