
A fine Opera, un gruppo di alto borghesi cena in una ricca villa in via della Provvidenza. Per giorni nessuno di loro sarà capace di uscire da lì, intrappolati da un Angelo sterminatore, un giudice supremo, lo stesso regista.
Con certa aggressività, violenza e irriverenza, Bunuel attacca la cultura borghese, rea di essere statica, di un'immobilità mortificante e di perdersi frequentemente in falsi problemi, fraintendimenti e squilibri che contraddicono la propria costumatezza. Non c'è speranza.
La messinscena è fantasiosa, sperimentale e allegorica, fotografata magnificamente e vivacizzata dal simbolismo pungente e personalissimo del regista.
valutazione: 8

